Lunedì scorso, giorno d’apertura del processo sulla fantomatica Trattativa, Massimo Ciancimino, meglio conosciuto come il Grande Pataccaro di Palermo, era entrato nell’aula bunker di Pagliarelli, con la foga di un capocomico che finalmente si riappropria del suo palcoscenico. Libero e bello, si ritrovava di nuovo al centro della ribalta, con cronisti che tornavano a inseguire i suoi racconti da avanspettacolo giudiziario e le telecamere che lo riprendevano mentre distribuiva affettuosi saluti ai pubblici ministeri e calorosissimi abbracci a Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso e inventore di un’altra colossale patacca: l’agenda rossa.