E’ senza briglia, la fantasia di Travaglio. Ma or che è giunta l’ora di mazzolare il professor Fiandaca – idealmente piazzato, dal virile editorialista, a mezzadria tra Riina e Dell’Utri – gli sono mancati fiato e fantasia nel trovare il solito soprannome, di quelli da scompisciarsi di risate alle feste del Fatto, genere Al Tappone. Perciò, gira e rigira, alla fine si è accontentato del mesto ’U Prufessuri – cosa che poteva venire in mente pure all’agente Catarella – che però ha il pregio, filologicamente scrutando, dell’assonanza con ’U Curtu, quale fu appellato il capo dei corleonesi.