Spari in aria durante un faccia a faccia tra soldati russi e ucraini: ieri mattina all’aeroporto militare di Belbek, in Crimea, per un attimo si è sfiorato lo scontro. Una cinquantina di ucraini, in uniforme ma senza armi, a volto scoperto, hanno marciato verso la base che dovrebbero presidiare, cantando l’inno ucraino e sventolando due bandiere, quella nazionale e quella del loro reparto, il n° 4.515, rimasta rossa dai tempi sovietici. Alle porte dell’aeroporto sono stati fermati dai “militari senza insegne” russi, armati, alcuni con il passamontagna, che li hanno accolti sparando in aria e poi puntandogli i fucili in faccia. “E’ una provocazione”, hanno gridato. Il comandante ucraino è rimasto pacato: “Quale provocazione, siamo disarmati” di Anna Zafesova