Ragazzi, che nervosismo! E che parole pesanti! C’è chi mi dà del politologo inesperto (Villari, sulla Repubblica: politologo, poi: che stramberia…); chi mi tratta da lamentoso puerile (Galli della Loggia); chi dice che sono un antiliberale (Ostellino); chi non manderebbe il figlio a scuola da me (Pennacchi). Suvvia, signori, un po’ di calma. In fondo le cose sono abbastanza semplici, e stanno così: sono uno storico. di Alberto Mario Banti