C’è qualcosa di stranamente rinfrescante per il genere maschile, e forse anche per il genere umano italiano, nelle immagini di Maccio Capatonda (in realtà Marcello Macchia, ma ci siamo capiti) che scorrazza per Los Angeles mano nella mano con Elisabetta Canalis, naturali come un testimonial qualsiasi del Nespresso e una reginetta della comicità nonsense, una Jenny McCarty all’italiana. A dispetto della location patinata, è il controcanto alle icone scintillanti dell’estate boriosa dei tempi che furono, la vita smeralda con scarpe da vela e abbronzatura artificiale di giorno, e di notte vizi da calciatore bollito, quel tipo umano e mondano che per la legge della gravitazione calcistica finiva poi a giocare nell’Inter.