Damasco. Abbiamo ricevuto una visita della polizia segreta: era sera tardi, nel cuore della notte. Mi sono svegliata quando ho sentito il clamore e ho subito indovinato. Mio padre era già lì; indossava soltanto la camicia da notte. Aveva già cominciato a discutere. Appena sono apparsa, uno dei due annuisce, “E’ lei”. “Io?”. “Sì dobbiamo discutere un paio di cose con te”. Avevano stampato in faccia un sorriso oleoso che non raggiungeva gli occhi. di Amina Abdallah Araf