La scarsa competitività, insieme all’alto debito, è l’elemento che rischia di mettere l’Italia sotto procedura europea per squilibri economici eccessivi. Niente di nuovo, ma ora la questione potrebbe farsi più seria. I problemi di competitività sono noti e si identificano sempre in quei “lacci e lacciuoli” di Guido Carli che nel 2014 il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intende “come rigidità legislative, burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali”. Tutti fattori importanti, ma dovremmo guardare meglio quella scatola nera che gli economisti chiamano “produttività totale dei fattori”, che, oltre al contesto istituzionale, dipende soprattutto dal capitale umano, dall’innovazione e dall’organizzazione delle imprese. di Andrea Garnero