A meno di non voler attribuire virtù taumaturgiche e perfino retroattive al Consiglio dei ministri e al vertice dell’Unione europea della scorsa settimana, entrambi convocati per discutere di disoccupazione giovanile, il lieve calo dei senza lavoro nella fascia d’età 15-24 anni registrato ieri dai dati Istat porta con sé un solo semplice messaggio: la decrescita del paese non ha età, ma colpisce nel mucchio. Mentre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è sceso infatti a maggio di 1,3 punti percentuali rispetto ad aprile, il numero di disoccupati italiani, pari a 3 milioni 140 mila, è aumentato di 56 mila unità rispetto ad aprile (più 1,8 per cento) e di 480 mila unità rispetto al maggio dell’anno scorso (18,1 per cento).