Le ragioni che hanno bloccato un ammodernamento del sistema giudiziario italiano, che risulta tra i più lenti e meno garantisti tra quelli dei paesi sviluppati, sono molte. Quelle identificate con una sincerità piuttosto brusca da Annamaria Cancellieri, il freno tirato dalle “grandi lobby” e dall’avvocatura, non sono le uniche e forse nemmeno quelle decisive, ma è lodevole che vengano affrontate con decisione, con un piglio che è fin troppo facile definire “prefettizio”. Il sistema giudiziario italiano, organizzato attorno a una magistratura autoreferenziale e dalle carriere intrecciate e automatiche, diffida sistematicamente dell’innovazione.