Nell’area berlusconiana della maggioranza si sta creando il mito della “quota 316”, una specie di numero magico indispensabile per assicurare la stabilità dell’esecutivo, indipendentemente dal malsicuro apporto dei seguaci di Gianfranco Fini. Si tratta di un’illusione che potrebbe rivelarsi pericolosa, com’è sempre la confusione tra una condizione numerica e una operazione politica. Dare per persi definitivamente i “finiani”, al punto da garantirsi in ogni modo che non siano determinanti, è azzardato.