Le prove mostrano che “un qualche tipo di sostanza” avrebbe ucciso il 21 agosto centinaia e forse un migliaio di persone nei sobborghi di Damasco controllati dai ribelli. Lo ha detto oggi Lakhdar Brahimi, inviato speciale delle Nazioni unite e della Lega araba a capo della spedizione di tecnici inviata sul campo dall’Onu per verificare se in Siria siano state usate armi chimiche. Si tratterebbe di un atto “inaccettabile e oltraggioso”. Ma, continua Brahimi, ogni possibilità di intervento internazionale in Siria deve essere sottoposta all’approvazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu – dove Russia e Cina, alleati del regime di Assad, siedono come membri permanenti. Raineri L’attacco alla Siria sarà uno strike di punizione oppure “Kill Assad”? - Meotti In Israele arriva “Y”, la superspia che consiglierà Netanyahu sull’Iran. Chi è il nuovo capo della sicurezza - Il clan Putin non difende il clan Assad dagli strike americani, basta che non ci siano i “boots on the ground” - Matzuzzi Intervento sì o no? Le diplomazie dei cristiani del medio oriente si muovono preoccupate. E in ordine sparso