Prendere una posizione senza prendere nessuna posizione. Non avere una linea e poi fingere di averne una solidissima. Sostenere i diritti umani e fischiettare di fronte alla violazione dei diritti umani. Promuovere la necessaria unità dell’Europa e poi romperne l’unità. Declinare l’atlantismo per una vita e poi fare gli atlantisti con i droni degli altri. Da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare, la decisione del governo italiano, e del ministro degli Esteri Emma Bonino, di non intervenire in Siria, di subordinare l’azione militare al sì delle Nazioni Unite, di non mettere a disposizione le proprie basi militari, di rimanere neutrali di fronte alla scelta di agire in Siria per fermare il massacro portato avanti dal presidente Assad non è soltanto un bluff strategico, ma è anche un formidabile suicidio politico.