Da tempo il romanticismo non è più appannaggio esclusivo delle classi medio-alte: tanto più nella fase della massificazione dei consumi e dell’espansione della piccola borghesia come categoria culturale e sociologica universale (Hans Magnus Enzensberger), il romanticismo come postura dell’anima si è fatto senso comune, distribuendosi equamente lungo le articolazioni della stratificazione sociale. E così si è formato, non da ieri, un romanticismo proletario e sottoproletario del quale, per molti versi, Franco Califano è stato il più sincero cantore, ma anche una tra le più significative rappresentazioni pubbliche. Non stupisce.