Tra tutte le espressioni che poteva usare, Silvio Berlusconi non ha scelto la più felice. “Non voglio disturbare” Muammar Gheddafi nel momento in cui ci sono trecento morti in Libia a causa della repressione ha un che di involontariamente fastidioso (ma ieri il premier ha ricalibrato il tiro con dichiarazioni toste e chiare contro “l’inaccettabile violenza sui civili”). La diplomazia del Cav. è da sempre fatta così, e funziona: una pacca sulla spalla e una megatenda nel più bel parco di Roma, con un occhio ai risultati più che alla polvere protocollare.