Beppe Grillo è di nuovo arrivato terzo. Solo che stavolta è tutta un’altra cosa. Lo tsunami ha fatto il percorso inverso, sommergendo la cosiddetta “vittoria morale” di febbraio, quando il M5s era terzo dietro a centrosinistra e centrodestra, sì, ma primo come partito alla Camera, con il 25 per cento dei consensi totali e una serie di “vaffa” da spendere nei palazzi non ancora orientati alle larghe intese. Eppure non è il terzo posto, ora, la grana peggiore per Grillo, e non sono tanto i numeri il problema.