Un’ora di conferenza stampa è bastata a Mario Draghi per confermarsi eurobanchiere sovrano. Dopo la riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea di ieri, che ha lasciato i tassi d’interesse invariati al minimo storico dello 0,75 per cento, Draghi ha difeso l’apprezzamento dell’euro sul dollaro, arrivato ai massimi da 14 mesi: “E’ il segno di un ritorno della fiducia nella moneta unica”, ha detto (in linea con il governo tedesco). Poi, indirettamente, ha risposto alle preoccupazioni che arrivano dai paesi mediterranei per il rischio di un ulteriore calo delle esportazioni dovuto al rafforzamento della moneta comune. Leggi l'editoriale Lo spirito al vertice sul budget dell’Ue non è quello delle grandi riforme