Ci mancava pure questo. Ci mancava pure che Antonio Ingroia, l’eroe della Trattativa, venisse indagato per violazione del segreto istruttorio. Cioè, per avere passato sottobanco ai suoi amici del Fatto quotidiano (tra lui e Marco Travaglio c’è un antico sodalizio: da anni trascorrono insieme le vacanze) il contenuto di un interrogatorio al quale era stato sottoposto Bernardo Provenzano, il boss dei corleonesi arrestato nell’aprile del 2006 dopo 43 anni di latitanza. Più che di interrogatorio si era trattato, come si dice in gergo, di un colloquio investigativo.