Nella sezione “elezioni” del manuale di conversazione non può mancare l’esclamazione iperbolica: “Se vince quello mi trasferisco all’estero”, e altre variazioni sul tema. Ci si ripromette più o meno sinceramente di andarsene, di lasciare il luogo dell’oppressione politica per trovare rifugio in un paese civile, di aprire un bar sulla spiaggia di Santo Domingo, si sognano (ma questo non si porta in società) conti esentasse alle Cayman, chalet sperduti nelle Alpi, vite seminomadi stile cacciatore-raccoglitore, fughe esotiche che diventano nuove vite perché se ci governa quello l’esistenza qui diventerà senz’altro un inferno.