Mancava solo il “non siamo su Scherzi a parte” di Matteo Renzi per mettere il sigillo su una parabola: quella degli ex della Banca d’Italia entrati nel governo e nella politica. Tra balbettamenti sulla Tasi, sulla ripresa economica (ha appena annunciato l’uscita dalla crisi ed ecco, ieri, i dati Istat sul nuovo aumento della disoccupazione al 12,7 per cento), infine i 150 euro al mese da togliere agli insegnanti (sconfessato dal segretario pd, dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, infine dallo stesso Enrico Letta, finché si è autodefinito “un mero esecutore”, non proprio il massimo per il responsabile dell’Economia), ora Fabrizio Saccomanni rischia non solo la poltrona, con i rumors che lo vorrebbero in uscita dopo il giudizio definitivo della Ue sulla Legge di stabilità.