Quello dell’ondata autoritaria, dell’“avanzata neonazi”, è un tic giornalistico buono per molte stagioni. E’ facile da applicare, appiattisce le complessità, mette i cattivi nella giusta casella. Davanti alla vittoria di Viktor Orbán alle elezioni politiche di domenica in Ungheria, i due principali giornali italiani hanno rispettivamente gridato al lupo (Repubblica) e annunciato con cautela che il lupo era stato limitato (Corriere), ma in entrambi i casi hanno dovuto crearlo, il lupo, con il suo bagaglio di riforme antidemocratiche, amici-nemici neonazi, minacce all’Europa. Il partito di centrodestra di Orbán, Fidesz, domenica ha ottenuto il 44,5 per cento, e 135 parlamentari su 199.