Mario Monti si è reso conto che la battaglia sull’euro non è soltanto di medio termine. Si gioca infatti nei prossimi mesi e il gioco non riguarda il deficit ma il debito. Pertanto il premier italiano, nei negoziati di Los Cabos del G20, ha suggerito che il Fesf, il Fondo europeo di stabilizzazione e sviluppo possa comperare titoli del debito degli stati in difficoltà per sostenerne i corsi, operando sulla base dei parametri reali nel mercato secondario, in contrasto con la speculazione al ribasso che vende allo scoperto nella supposizione che ciò possa far crollare l’euro.