“Sono stato fin dall’inizio convinto della piena attendibilità di ciò che diceva”, “la sua sincerità, la sua spontaneità, colpivano positivamente”. La prefazione è il più crudele dei generi. Non solo confonde memoria e desiderio, ma è una trappola canaglia, perché costringe a mettere il timbro sulle patacche altrui. Pietro Grasso il timbro l’ha messo su “La verità del pentito. Le rivelazioni Di Gaspare Spatuzza”, firmato da Giovanna Montanaro. Che Spatuzza sia il più convertito dei pentiti, non ci piove.