La rivoluzione liberale a lungo sbandierata dal centrodestra poteva sembrare una promessa roboante, ma in fondo era una proposta semplice: riduzione del perimetro statale e ampliamento della libertà di scelta per individui, famiglie, imprese. Più che di un programma, si tratta di un’attitudine mentale: tra un carrozzone statale e i contribuenti si sta dalla parte dei secondi, tra le aziende decotte e sussidiate e le piccole imprese vivaci si sta con quest’ultime, ai privilegi delle corporazioni si preferiscono la libertà d’impresa e di scelta.