Google ha almeno due buone ragioni per spendere 12,5 miliardi di dollari nell’acquisto di Motorola. La prima riguarda l’espansione del mercato dell’azienda di Mountain View verso i lidi della telefonia mobile, intenzione che circola almeno da quando l’azienda ha inglobato, nel 2005, gli inventori di Android, il software condiviso da diversi colossi della telefonia mondiale. Con l’acquisto di Motorola, Google passa dal contenuto al contenitore, getandosi a pesce in un mercato dominato dalla frammentazione fino al giorno fatale in cui Steve Jobs lo ha occupato manu militari con l’introduzione dell’iPhone.