E’ davvero “una vittoria dell’uguaglianza”, per usare le parole più abusate in queste ore, il “mariage pour tous” tra persone dello stesso sesso, approvato ieri dal Parlamento francese con 331 voti contro 225? In un paese attraversato da una mobilitazione contraria – che non ha alcuna intenzione di smobilitare, e che nessuno si sarebbe aspettato così convinta, larga e trasversale – le nozze gay alla francese hanno clamorosamente mancato l’obiettivo di far dimenticare le altre promesse elettorali che il presidente Hollande è al momento impossibilitato a onorare.