E’ difficile comprendere come eventi storici di quasi un secolo fa possano continuare a condizionare i rapporti tra due nazioni. Eppure, se lo scrittore tedesco Veit Heinichen, da molto tempo trapiantato a Trieste, deve cercare le radici dell’attuale contrapposizione italo-tedesca, una ruggine che affiora da qualche guasto più profondo dell’economia, allora d’acchito gli viene in mente il 1915. “Quel cosiddetto voltafaccia italiano, quando il paese mollò la Triplice alleanza per unirsi all’Entente cordiale”, dice al Foglio. Uno sgarbo mai digerito e, ogni volta che se ne presenta l’opportunità, riesumato.