Ieri in Borsa le nomine decise da Matteo Renzi hanno prodotto i seguenti risultati: con Piazza Affari in calo di 2,3 punti, l’Eni ha ridotto al minimo le perdite, l’Enel ha replicato l’indice, la Finmeccanica è discesa di oltre il doppio. Certo, poche ore non bastano per un giudizio vero, ma per una reazione sì. Anche perché essendo le tre holding pubbliche al primo, secondo e 27esimo posto per capitalizzazione, se registrano scostamenti significativi vuole dire che più che i piccoli azionisti si mettono in moto i fondi. La scelta all’Eni di Claudio Descalzi, che Paolo Scaroni aveva voluto come numero due, finora capo di exploration e production (cioè dei giacimenti) non solo non è punitiva per la passata gestione, ma pare nell’immediato gradita ai mercati. Leggi anche Cerasa Geopolitica delle nomine. Quanta rupture c'è nella scossa di Renzi