Nel variegato menù dedicato alla “dolce morte” e servito in Belgio, dopo l’eutanasia dei bambini potrebbe presto arrivare l’eutanasia non richiesta. E’ quanto auspica la Società belga di terapia intensiva, che in un documento lamenta lo scarso numero di pazienti che chiede esplicitamente di morire (meno dell’uno per cento sul totale dei decessi) anche quando non si hanno speranze di guarigione e si è sottoposti a interventi che sconfinano, dicono i medici, nell’accanimento terapeutico. A prima vista, si potrebbe pensare che in Belgio non esista la pratica della sedazione dei malati terminali, anche quando l’effetto collaterale è l’accelerazione della fine.