L’avarizia di Giulio Tremonti sta mettendo a dura prova la pazienza dei ministri, che debbono affrontare i problemi originati dalla scarsità di risorse finanziarie. Naturalmente l’esigenza di tenere sotto controllo la spesa pubblica è sacrosanta. Ma i suoi critici sostengono che Tremonti, trae un vantaggio politico dall’essere divenuto l’arbitro della possibilità d’azione dei diversi ministeri, esercitando così di fatto la funzione di coordinamento e indirizzo che spetta invece al presidente del Consiglio. Leggi Appello del ministro Bondi ai privati per la salvezza della cultura italiana