Ieri sera Mario Monti ha presentato il suo simbolo e la sua lista, che è liberale e anticoncertativa, ma pure oggetto di uno dei più sorprendenti paradossi della recente politica italiana: la lista dei competenti e delle élite cui però l’establishment mostra il viso della diffidenza e dell’ostilità tra mutismo, timore, irresolutezza, cinismo e frivolezza. C’è solo Sergio Marchionne sotto il simbolo “viva Monti”, il resto di coloro che in teoria avrebbero dovuto essere i beneficiari del montismo, se non i suoi ispiratori, fanno invece passettini di lato, si nascondono o prendono apertamente le distanze (e così fanno pure i giornali che possiedono: il Corriere della Sera, la Stampa, il Sole 24 Ore e pure gli intellettuali, i giornalisti, gli economisti, i professori che appartengono al giro e annusano l’ambiente. Leggi Di chi è nemico Mario Monti? di Giuliano Ferrara