“Supponiamo dunque che, in ogni ramo dell’umana attività, si assegni a ciascun individuo un indice che indichi la sua capacità, all’incirca come si danno i punti negli esami delle varie materie in una scuola. Per esempio, all’ottimo professionista si darà 10, a quello a cui non riesce d’aver un cliente daremo 1 per poter dare 0 a chi è proprio cretino. A chi ha saputo guadagnare milioni, bene o male che sia, daremo 10, a chi guadagna le migliaia di lire daremo 6, a chi riesce appena a non morire di fame daremo 1, a chi sta in un ricovero di mendicità daremo 0.