“Siamo addolorati perché un uomo, l’ispettore di polizia Filippo Raciti, ha perso la vita, vittima di una inaudita violenza”, scrivevano i liceali catanesi nel 2007. “Non ci sentiamo però di fermarci alla rabbia e alla vergogna, né vogliamo unirci al coro di tutti gli ‘indignati’. (…) Se il ‘partito degli onesti’ che si vergogna, la società perbene e moralista, dalla quale peraltro provengono tanti dei ragazzi teppisti e violenti, propone solo l’individualismo sfrenato e l’opportunismo in cerca del successo personale, noi ci sentiamo franare il terreno sotto i piedi e ci sentiamo soffocati dal nulla che è attorno a noi".