Difficile immaginare un’esistenza più tipicamente “sovietica” di quella del giovane Aleksandr Isaevicˇ Solzˇenicyn, quando nulla lasciava intravvedere i sintomi della grande ribellione a cui sarebbe stato un giorno chiamato. Era nato a Kislovodsk, una piccola stazione termale del Caucaso, l’11 dicembre 1918, un anno dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi, e si era formato, come tutti i suoi coetanei, in un’atmosfera pregna di patriottismo e moralismo sovietico.