Aveva evocato “punti ancora oscuri che altre istituzioni devono chiarire”, il ministro degli Esteri Emma Bonino, in quel di Bruxelles, due giorni fa, raccontandosi in azione sul caso Shalabayeva ma “in solitaria”, di fronte alle suddette misteriose “istituzioni che continuavano a ripetere che tutto era regolare”. Aveva sollevato un polverone, con quelle parole, il ministro – chi sarebbero le istituzioni? E quali i punti oscuri?, si chiedevano gli osservatori, guardando ad altri ministeri o a chissà quali servizi – ma aveva poi anche fatto una mezza retromarcia, il ministro (non c’era intento polemico, in quelle parole, era stata la precisazione proveniente da una nota della Farnesina nelle ore successive).