La mancata citazione di Gerusalemme come città indivisibile e capitale di Israele nella piattaforma del Partito democratico americano è stata “imbarazzante” per lo stratega democrat Paul Begala, un “errore tecnico” per il capo del partito, Debbie Wasserman Schultz, “infelice” per uno dei leader della commissione che redige il programma, Cory Booker e sostanzialmente ininfluente per il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel, che tanto, dice, non ha mai letto una piattaforma in vita sua. Ma la linea del Partito democratico su Gerusalemme è chiara da tempo (nel 2008 il riferimento era esplicito) e il fatto che il Congresso in carica sia uno dei più filoisraeliani della storia americana ha reso ancora più imbarazzante la rettifica.