Alla voce crescita, nel Def, il Documento di economia e finanza da trasmettere a Bruxelles entro il 10 aprile, Matteo Renzi scriverà probabilmente uno 0,8 per cento. Previsione meno ottimistica di quella di Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni (1,1-1,2) ma per il capo del governo è meglio tenersi bassi anziché essere smentiti dai fatti, o ridicolizzati dalla Commissione europea come accadde all’ex ministro dell’Economia. Le previsioni sul pil 2014 consentirebbero di spingersi un po’ oltre, allo 0,9 per esempio. Ma che senso avrebbe riprendere il balletto dei decimali? D’altra parte quanto l’Italia crescerà nei prossimi mesi è oggi “cifrato” sul modesto lascito lettiano e sulla ripresa nel resto d’Europa, alla quale siamo al rimorchio.