Si agitano, sbuffano, rosicano, rilasciano interviste, firmano appelli, si disperano, scalpitano, non si danno pace, sognano ancora un formidabile governo di cambiamento con Grillo, Civati, Bersani e Casaleggio e alla fine puoi chiamarti Stefano Rodotà, puoi chiamarti Gustavo Zagrebelsky, puoi chiamarti Nadia Urbinati, puoi chiamarti Salvatore Settis ma il risultato non cambia e la posizione è sempre quella: conservare, conservare, conservare. E anche ieri, con due eccitanti interviste rilasciate dal professor Rodotà all’Unità-tà-tà e dal professor Zagrebelsky a Repubblica-tà-tà il punto è stato ristabilito. E siamo sempre lì: chiunque voglia toccare la Carta, chiunque voglia sfiorare la Costituzione, chiunque voglia rimettere in discussione i principi dei nostri padri costituenti è un nemico giurato che merita di essere trattato come fosse un fascistello.