Tra manovre e tatticismi difficili da capire, la discussione sulla riforma della legge elettorale entra nel vivo. La momentanea resurrezione di una maggioranza di centrodestra ha varato in commissione Affari costituzionali al Senato una norma che farebbe scattare il premio di maggioranza di coalizione al livello assai elevato del 42,5 per cento. Pier Luigi Bersani protesta, accusando gli altri di non volerlo lasciar governare anche a rischio di rendere ingestibile il prossimo Parlamento. Dal Quirinale, che tesse con fermezza le fila della riforma, non sono venuti segnali di allarme.