L’approvazione, avvenuta mercoledì scorso in commissione Affari sociali della Camera, di un emendamento che contraddice la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita – nella parte che consente alla donna che abbia avuto un figlio grazie alla provetta di disconoscerlo, al momento della nascita, come avviene per le donne che lo hanno avuto da una gravidanza naturale – è figlio di una grande confusione politica, oltre che un tentativo piuttosto maldestro di attaccare una legge che, al momento, rimane invariata.