L’euro forte non è solo una disgrazia per le aziende che confidano nelle esportazioni. Al contrario, un po’ di stabilità per la moneta unica, dopo anni vissuti sull’orlo di una crisi, non guasta. Lo confermano i flussi massicci di acquisti sul mercato dei titoli sovrani, favoriti dalla scoperta che, nel corso del 2013, non solo i Bonos spagnoli ma anche i Btp, in barba alle turbolenze politiche, sono stati meno volatili e ballerini dei T-bond americani, stressati dal prossimo cambio di rotta della Fed e dal conflitto sul bilancio. Lo conferma ancor di più la ripresa di attenzione per i mercati azionari del Vecchio continente.