L’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Daniele Mancini, vive tecnicamente in libertà condizionata già da alcuni giorni: sorvegliato a vista, impossibilitato a lasciare l’India. La Corte suprema locale ha prorogato almeno fino al 2 aprile il divieto di espatrio per il nostro rappresentante, ma è possibile che un colpo di scena possa sopraggiungere giovedì, quando sarà scaduto il permesso elettorale concesso dalle autorità asiatiche ai nostri due Marò sotto processo, e tenuti sotto custodia cautelare, con l’accusa d’aver ucciso due marinai al largo della costa del Kerala (proteggevano un’imbarcazione italiana dai pirati indigeni). Che altro può accadere?