Tra i 15 nuovi personaggi che l’Unione europea ha scelto per il terzo round di sanzioni legate alla crisi in Ucraina ci sono il generale Valery Gerasimov, capo del comando generale dell’esercito russo, e il generale Igor Sergun, che è ritenuto il capo dell’intelligence militare di Mosca. Risultano anche il vice primo ministro del governo russo, Dmitri Kozak, e gli auto proclamati sindaci separatisti delle città di Luhansk e Donetsk nell’oriente ucraino. Ma non ci sono i membri del circolo intimo del presidente Vladimir Putin, sanzionati lunedì dall’Amministrazione Obama, né i capi delle grandi aziende energetiche russe, Igor Sechin del colosso petrolifero Rosneft e Gennady Timchenko del Volga Group. Leggi anche Con le sanzioni i russi guardano alla Gran Bretagna