A meno di optare per la soluzione Lugo, nel senso del vescovo Fernando, sospeso a divinis ma vincitore delle elezioni in Paraguay, dopo il voto del 13 e 14 aprile i cattolici italiani dovranno ripensare seriamente ai loro modelli di presenza nella politica italiana. E possibilmente individuare qualche schema di maggiore efficacia rispetto a quelli oggi in campo. Se non si vuole confondere la vittoria dello schieramento di centrodestra con quella del “moderatismo cattolico” tout-court, bisogna infatti prendere atto che nel nuovo Parlamento (e governo) il peso specifico dei politici cattolici organizzati in quanto tali è diminuito. Ne hanno preso atto in molti, e secondo prospettive le più diverse.