Metti che l’idea del neosindaco di Roma Gianni Alemanno non sia poi così bislacca. Metti che, elenchi dei film e programmi dei festival alla mano, appaia possibile e non così deprecabile l’italianizzazione coatta della veltroniana e molto hollywoodiana Festa del Cinema di Roma – l’anno scorso, in effetti, di italiano c’erano soltanto un Silvio Soldini, un Carlo Mazzacurati e uno sconosciuto ai più Emidio Greco, persi tra i Robert Redford, gli Sean Penn, i Francis Ford Coppola e superati in giuria dalla piccola “Juno”.