Benevoli, quelli del Secolo d’Italia – ora che il sole sorge e una primavera di bellezza s’approssima – mai stati. Disposti a prendersi Serena Dandini e Sandra Milo, a fare gli occhi dolci a Venditti, a collaborare col compagnuccio Claudio Amendola, persino – ma “dopo opportuno purgatorio” – a darsi da fare con l’architetto Fuksas. “Chiunque”, appunto, come con manica larga titola il giornale di An. Chiunque, allora, “ma non Costanzo”. Perché qui – italiani di prima e italiani di seconda serata – è finito non solo il governo Prodi, ma pure lo show del Parioli. L’altro giorno, Maurizio Costanzo, con spirito di servizio e con ardita inconsapevolezza, aveva fatto sapere: “Se Alemanno mi chiedesse di occuparmi di qualcosa direi di sì”.