Le gru sono ferme, non si sente più il rumore delle betoniere, sono scomparse le scintille che circondavano anche di notte il nuovo palazzo della CCTV, la televisione di stato, uno dei simboli della capitale olimpica e della nuova Cina. E’ un segnale. Il terremoto che ha squassato ieri la regione del Sichuan, nel sudovest del paese, ha attraversato altre dodici province. 9.600 persone sono morte nel giro di venti secondi, è ancora impossibile fornire una stima esatta del numero di feriti e dei danni: si tratta della peggiore calamità naturale che si abbatte sulla Cina negli ultimi 32 anni, dal terremoto che rase al suolo la città di Tangshan, nel nord del paese, seppellendo 270 mila persone.