Alla fine è arrivato lui, che si crede inferiore soltanto al padreterno. Un gradino solo, però. Egocentrico e sbruffone, irritante e arrogante, presuntuoso e bisbetico, tracotante e insolente, superbo e meschino. Uno che sa tutto lui e solamente lui, che non c’è nessuno che può fermarlo: “Dio. E dopo Dio, io”. Un altro santone. Il calcio pensava di averli visti tutti i tipi così: Francisco Maturana, Sebastiao Lazaroni, Joann Cruyff, Louis Van Gaal.