Una delle caratteristiche storiche della sinistra italiana, la più influenzata tra quelle occidentali dall’impostazione leninista, era la disciplina di partito. La formula del “centralismo democratico” – le organizzazioni di livello inferiore eleggono quelle di livello superiore, alle quali sono subordinate nelle decisioni – resistette a tutte le bufere. Questo non impedì che tendenze politiche contrastanti, o “diverse sensibilità”, come le definiva castamente Giorgio Amendola, si esprimessero nel confronto di organismi dirigenti ristretti, ma l’unità nell’azione e l’esecuzione corale delle decisioni assunte erano sempre assicurate.