Massimo Riva spiega, su Repubblica, che se Alitalia si trova sull’orlo del precipizio la colpa sarebbe di Maurizio Sacconi che aveva insistito con toni “ricattatori” affinché si raggiungesse un’intesa con i sindacati entro venerdì. Sullo stesso giornale si può leggere che Altalia dispone di una liquidità residua che è meno di un decimo dei debiti a breve con i fornitori; il che significa, in pratica, che non può neppure pagare il carburante per gli aerei, che rischiano quindi di restare a terra da lunedì, con l’effetto automatico della decadenza dell’opzione sulle rotte, che sono poi il patrimonio effettivo dell’azienda. Se questi sono fatti, i “ricatti” lumeggiati da Riva ne sono l’ovvia conseguenza.