Una convulsa giornata parlamentare si conclude con un’approvazione del decreto sulla sicurezza che paradossalmente ha ricevuto più voti dalle opposizioni che dal governo, dopo essere stata mutilata sia del dispositivo sulle ronde volontarie, cui il ministro Maroni ha rinunciato a malincuore, sia del prolungamento dei tempi di trattenimento degli immigrati clandestini, bocciato a voto segreto con il contributo di franchi tiratori.